piscina di bondi beach a Sydney

Australia

Tutto iniziò quel 18 agosto 2013, premetto che ho sempre viaggiato nella mia vita: Marocco, Dubai, Londra, Francia, Repubblica Ceca, Belgio..etc..etc.., ma quel giorno, lì a Malpensa, iniziò la mia avventura nel mondo dei viaggi, fu l’inizio del cambiamento.

Io fidanzata da 4 anni, disoccupata, annoiata e con un’amica che ti propone di svoltare pagina: e cosa avrei dovuto fare? semplice.. Partire! Il problema erano i soldi, ma fortunatamente avevo un’auto, quindi decido di venderla per racimolare un pò di soldini.

Biglietto comprato, visto pagato, 6000 euro sul conto corrente, programma di viaggio più o meno stabilito: è fatta!Si va! Lo so, non sono molti soldi, ma erano abbastanza per arrivare lì e trovare lavoro. Decisione un pò egoista dato che avevo un fidanzato, ma nella vita ad un certo punto bisogna pensare a se stessi.

1 giorno: MXP-AUH voliamo in business class, grazie ad un mio amico pilota che ci regala un biglietto a prezzo staff: LIBIDINE! Assolutamente da provare una volta nella vita se se ne ha l’occasione.

Arrivati ad Abu Dhabi, ci fermiamo a dormire dal mio amico, serata tranquilla, a letto presto, il giorno dopo avevamo due voli: il primo per Singapore e il secondo per Brisbane!

2/3 giorno: AUH-SIN  SIN-BNE, in realtà non ricordo se fosse il secondo o il terzo giorno, tra mille fusi orari era tutto un casino, ma quello che non posso scordare era ciò che stavo guardando dal finestrino: ero lì!sopra quel Paese che mi avrebbe ospitato per un anno. Vedevo tutte le paure e aspettative avvicinarsi.

562758_10201775214011501_1391533006_nragazza che guarda il mare dal finestrino in aereo

3 giorno: Atterrate a Brisbane! Che emozione! Ma anche che ansia, dovevamo compilare senza errori l’incoming passenger card e passare i controlli, non so quante puntate di “Airport Security Australia” avevo guardato nei giorni precedenti. Ad ogni modo, tutto è andò liscio senza problemi.

compilare l'incoming passenger card

Ricordo l’abbraccio che ci siamo scambiate io e la mia amica fuori dall’aeroporto nell’aspettare il taxi che ci avrebbe portato in albergo. Che felicità! Eravamo in Australia!Non potevo crederci!

Avevamo prenotato una stanza in un albergo a sud di Brisbane per 4 notti, giusto il tempo necessario per riprenderci un pò dal fuso orario. Era ormai mattina inoltrata, con un inglese/non inglese entriamo in camera a rilassarci dopo le mille ore di volo. L’albergo era il West End Central Apartments, aveva anche la piscina all’aperto, wow che relax! Non abbiamo fatto molto quel giorno a dire il vero, eravamo praticamente distrutte. La business è si comoda, ma 26 ore di volo totali più l’adrenalina in corpo, si facevano sentire e non poco.

4 giorno: Pienamente o quasi OPERATIVE! Nonostante la curiosità di scoprire la città, non potevamo dimenticare che non eravamo andate in Australia a far vacanza, dovevamo in qualche modo ricostruire le nostre vite, ciò vuol dire: nuovo numero di telefono, nuovo conto corrente, nuovo medico di base. Ah! stavo quasi per dimenticare.. L’adattatore per la presa della corrente: fondamentale! Comunque, in Australia è tutto molto semplice e veloce, abbiamo fatto queste cose praticamente in una sola giornata.

  • Negozi di telefonia ce ne sono a volontà, quindi uno vale l’altro. Scegliete uno qualsiasi. Una volta entrate nel negozio, i ragazzi ci hanno consigliato la prepagata più economica, era la Amaysim: telefonate tra numeri australiani illimitate e, con pochi centesimi al minuto avevamo anche telefonate in Italia sul numero fisso. La sim è attiva subito.
  • Aprire il conto corrente: molto semplice anche questo. Sulla via principale pedonale di Brisbane c’era, e probabilmente c’è ancora (manco oramai da 3anni) la Commonwealth Bank, una delle banche più famose in Australia. Essendoci diversi stranieri che arrivano in Australia con il WHV, gli impiegati di banca sono molto disponibili nell’aiutare a sbrigare questo tipo pratiche. Tutto molto semplice anche questa volta, basta il passaporto e un indirizzo postale per far recapitare il bancomat. Dato che non avevamo ancora una casa dove vivere, abbiamo dato un indirizzo di un ufficio postale. L’unica cosa che sapevamo era che dopo Brisbane, ci saremmo dirette a Byron Bay. Ed anche questa era fatta.
  • Assicurazione sanitaria: Fortunatamente con il visto WHV, si ha diritto a 6 mesi di copertura sanitaria, ciò vuol dire che non dobbiamo pagare nulla. Cercate su internet l’ufficio Medicare più vicino a voi, e come per il conto corrente, passaporto alla mano e indirizzo per far recapitare la tessera Medicare. Finché non l’avrete ottenuta, vi viene rilasciato un numero provvisorio della tessera che può essere utilizzata sin da subito. Cliccando sul link, ci sono tutte le informazioni più dettagliate Australian Department of Human Services .
  • Per l’adattatore, in qualsiasi 7Eleven in giro per la città lo troverete.

Commissioni fatte, rimaneva solo che gironzolare per le strade di Brisbane ed esplorare la città.

Una cosa che adoro fare quando ne ho occasione e salire sulla ruota panoramica, lo faccio sempre, e a Brisbane ce n’è giusto una 🙂

 

4 giorno: Che facciamo oggi? ZOO!

Avevo fatto delle ricerche su internet e mi aveva incuriosita il LONE PINE KOALA SANCTUARY. Esperienza bellissima! Ho preso in braccio il Koala!

ragazza che tiene in braccio un koala in Australia

Siamo arrivate al santuario tramite barca, ogni giorno alle 10 dal Cultural Centre Pontoon in Southbank parte questa crociera di circa un’ora e ti riporta indietro verso le 14. Mi sembrava un modo alternativo e originale di andare a vedere uno zoo. Il prezzo totale è di circa 50 euro (crociera+entrata allo zoo). Si, non sono pochi..ma quando vi ricapita! Ero a più di 16.000 km da casa e avevo visto quegli animali solo nei documentari, ne vale la pena mi sono detta.

ragazza che è allo zoo tra i canguri

il canguro che tiene nel marsupio il suo cucciolo

Le aree riservate ai canguri sono spazi liberi dove gli essere umani e gli animali si incontrano, ci si sente in pieno contatto con la natura.

5 giorno: Giornata senza pensieri, senza programmi, giornata dedicata al caso. Nulla da di più da aggiungere.

6 giorno:  Pronte per una nuova destinazione: BYRON BAY!

Avevamo una specie di programma, dico specie perché ho scoperto che in Australia è inutile farsi troppi programmi, nulla va come avevi pensato. Il programma prevedeva di noleggiare un’auto e raggiungere questa piccola località a sud di Brisbane chiamata Byron Bay, lì secondo le nostre ricerche avremmo  potuto trovare lavoro nelle fattorie.

Secondo il visto WHV se nel corso dell’anno, si lavora come contadino per almeno 88 giorni, si ha la possibilità di ottenere un altro anno di visto alle stesse condizioni lavorative, sanitarie ecc..

Quello che avevamo in mente era proprio questo: noleggiare un’auto per trovare lavoro nelle fattorie vicino Brisbane, fare questi 88 giorni da contadine, iscriverci in una scuola d’inglese, trovare lavoro e viaggiare per l’Australia. Ma come ho anticipato, in Australia non si fanno programmi, quindi niente è andato secondo i piani, se non il noleggiare l’auto e raggiungere Byron.

Una volta fatto il check-out dall’hotel, abbiamo noleggiato un’auto all’Avis, che strano la guida a destra! ahah

ragazza che guida con volante a destra

tragitto in auto da Brisbane a Byron Bay

Mentre scrivo con un sorriso, rivivo quei momenti ascoltando Wolf Larsen – If I Be Wrong  . Tutto era nuovo, bello, insolitamente perfetto, ma stavo facendo la cosa giusta? che ci facevo lì lontano da tutti? Beh a volte darsi delle risposte subito non è necessario, ero completamente immersa dentro il mio viaggio, e non volevo pensare. A Milano vivevo coi miei nonni ormai anziani, i miei genitori si erano separati quando avevo 7 anni, e da allora ho sempre vissuto con loro. E’ stata una scelta difficile lasciarli, era la mia paura più grande, partire e non ritrovarli più una volta tornata. Mia nonna che mi saluta con la mano dal balcone di casa mentre vado verso Malpensa, è una immagine che mai scorderò.

Tramite booking.com avevamo prenotato una camera in un ostello a Byron, il mio primo ostello della mia vita!Oddio il bagno in condivisione.. che schifo! Questo era il mio pensiero. Adesso, dopo 4 anni, mi reputo una backpacker DOC!ahah

L’ostello è il Byron Beach Resort , lo consiglio, è speciale! in realtà non è un vero e proprio ostello, ha camere sia in condivisione, sia normali, ma anche suite con bagno privato.

Naturalmente non potevo sapere che Byron fosse una cittadina hippie, ed anche l’ostello ricorda quello stile: amache ovunque, cabanas in legno e tavole da surf in ogni dove. E’ stato un impatto piacevole per essere la prima volta in un ostello.

Lasciate le valigie in stanza, io e la mia amica decidemmo che era ora di un bel giretto in spiaggia. In Italia non avevo fatto vacanza, avevo cercato di risparmiare il più possibile, quindi mi sembrava ora di un bel bagno.

Ahimè era agosto, e in quella zona dell’Australia è ancora “inverno”, quindi niente bagno, ma sdraiate al sole si stava benissimo. L’inverno a Byron non si avvicina neanche lontanamente a quello freddo milanese.

 

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Mi sentivo felice, ma avevo anche fame! E fortunatamente non ero la sola.

Salimmo in macchina e via, vediamo che offre questa Byron Bay dissi! L’ostello è un pò isolato, ma rimane comunque vicino al centro. Con la foto che segue, vi mostro la mia cena:

ragazza che mangia la pizza guardando il mare

Cosa volere di più! Guardate che vista! Pizza da Domino’s per 10 dollari ed ero sazia 🙂

Per i luoghi che ho visitato in Australia, e non non sono stati pochi, posso dire adesso, che Byron è il posto più bello in quel Paese. E’ unica, è semplice, è giovane, è hippie, è magica.

festa hippie a Byron Bayragazza che guarda il faro di Byron Bayguidando nelle strade tipiche di Byron Bay

Con la pancia piena, una passeggiata in spiaggia non dispiaceva.

Quella sera, la luna e il cielo ricoperto di stelle mi diedero la buona notte.

7 giorno: BUONGIORNO BYRON! tempo di andare a visitare le fattorie.. Le blueberries ci stavano aspettando..

Proprio accanto all’ostello c’è il Treehouse cafè, un carinissimo posto dove, alla mattina poter fare colazione, e alla sera poter mangiare un’ottima pizza.

ragazza che fotografa il bar dell'ostello a Byron Bay

ragazza che fa colazione nell'ostello di Byron Baybar dell'ostello a Byron Bay

Fatta colazione, ci siamo dirette alla ricerca di lavoro, e da lì tutto cambiò. La stagione delle blueberries era finita e fummo costrette a  modificare il nostro piano di marcia.

In ostello si sa, si fanno diverse amicizie, ma io e la mia amica Valentina avevamo legato in particolare con un ragazzo svizzero di nome Semir, anche lui in Australia con il WHV, ma su quel Paese già da 7 mesi. Sem aveva già finito gli 88 giorni nelle fattorie, aveva raccolto mele, ed era a Byron per far vacanza, ma aveva trovato noi ed anche la sua avventura ebbe un nuovo inizio in qualche modo. Dopo la sua vacanza, si sarebbe diretto verso Nord e ci propose di accompagnarlo in questo viaggio, in questo modo avremmo potuto trovare altre fattorie disponibili a farci lavorare. Si poteva fare! Oltretutto Sei aveva comprato un’auto, quindi viaggiare con lui sarebbe stato più facile.

L’ostello era stato già pagato per 10 giorni: ci siamo semplicemente goduti Byron e fatto qualche lezione di surf.

ragazza che fa surf in spiaggia a Byron Bay

Ah lui è italiano, di Rimini si chiama Nicola e tutt’ora quando mi capita di andare a Rimini, non posso non passare dal suo incantevole terrazzo a bere una birra ed ascoltare la sua bellissima voce mentre suona la chitarra.

Questa è una delle cose che ti capita quando viaggi: nuove amicizie, nuovi incontri, nuovi legami.

nuovi amici in casa a Sydneynuove amicizie canadesi e americane a Byron Bay

20 giorno più o meno: Come passa in fretta il tempo! E come stavo bene! Stavo assaporando quella sensazione di libertà, non dovevo dare conto a nessuno, non avevo orari, né occhi indiscreti , nessuno che ti chiedeva dove stessi andando, nessuno che ti controllava, nessuno che ti giudicava per come eri vestita (a Byron si usa andare in giro a piedi nudi)..niente di niente. C’ero solo io e il “qui e ora”.

Era arrivato il giorno della partenza, verso chissà dove, senza destinazione. Quanti bagagli in quella macchina! ahah Tre persone con almeno due bagagli a testa, sembravamo degli “scappati di casa”.

guidando in un'autostrada tipica dell'Australia

Quel viaggio è stata una vera e propria avventura, i soldi iniziavano a scarseggiare e dovevamo adattarci sempre di più. Quindi facevamo cosi: di giorno si guidava e quando calava il buio ci fermavamo in qualche motel/ostello/hotel lungo la strada, ed era lì che veniva il bello. A turno tra noi 3 entravamo in coppia in albergo, chiedevamo quanto veniva la camera per la notte, e se il prezzo era conveniente accettavamo ed entravamo, mentre il “terzo” aspettava fuori col cuscino in mano. Quando il receptionist andava a dormire, il terzo entrava di nascosto, ed il gioco era fatto! In questo modo pagavamo la doppia diviso per 3, ciò vuol dire che se la camera veniva 60 dollari per due persone, noi pagavamo 20 dollari a testa. Naturalmente il povero Sem dormiva sul divano quando c’era, o per terra quando c’era solo il letto. ahah Scusa Sem! In questo modo però avevamo la camera solo per noi 3 e non dovevamo dividerla con altri che non conoscevamo, ma soprattuto avevamo un bagno tutto nostro. So che non si fa, ma “a mali estremi, estremi rimedi”. Questo fù il nostro viaggio:

mappa dell'Australia con tragitto del viaggio in auto

Tante tappe lungo tutto quel viaggio, alcune belle altre un pò meno. Una in particolare fu Rainbow Beach dove, mentre mangiavamo un panino, un’auto parcheggiata proprio sulla spiaggia ci incuriosì. Fortunatamente Sem aveva un fuoristrada, quindi facemmo la stessa cosa: scoprimmo un mondo! Quella spiaggia era una vera e propria strada con tanto di limiti di velocità.

persone in auto che pranzano guardando il mareragazza che è seduta sull'auto in Australia uccelli che bevono in spiaggia in australiaragazzi in macchina sulla spiaggia in australia

Wau! che dire di più.. andateci e mi saprete dire. Vi lascio nella curiosità di provare un’esperienza del genere.

— BUNDABERG — ROCKHAMPTON — MACKAY — AIRLIE BEACH —

— BOWEN: Le nuove nostre fattorie.

Bowen è una cittadina sulla spiaggia, con diverse fattorie. Detta cosi sembra perfetta, in realtà l’ostello che avevamo trovato era perlopiù fatiscente.

ragazze che lavorano in fattoria

Molto spesso gli ostelli sono come delle “agenzie di lavoro”, in altre parole, solo se alloggi da loro hai la possibilità di lavorare nelle fattorie. Quando entri in in uno di questi ostelli, ti inseriscono in una lista, e quando si libera un posto in fattoria, puoi iniziare a lavorare. Se non alloggi in uno di questi ostelli, la fattoria non ti prende.

Ad ogni modo, avevamo trovato un ostello di questo genere. Già dal giorno dopo iniziammo a lavorare.

Giorno X, ormai ho perso il conto, ricordo solo l’orario della sveglia: 4.30 AM! Buio pesto, freddo fuori, ma carichi! Il nostro compito era quello di raccogliere i pomodori e venivamo pagati ad ogni cesto riempito. La raccolta dei pomodori non è tra i lavori più leggeri, perché si trovano in basso alla pianta, e si è sempre con la schiena piegata. Volete sapere quanto ho resistito in fattoria? ahah mi viene da ridere: solo 3 ore!

Ogni cesto riempito era pagato 1,60 dollari australiani, ma di pomodori ce n’erano pochissimi perché il nostro era il terzo raccolto. Non era cosa.. in 3 ore avevo riempito solo due cesti. Prendemmo la decisione più sensata: Ce ne andammo! ahah Però era stato divertente, ci eravamo sporcati un pò, ma il nostro era un bel trio e comunque ci avevamo provato.

ragazza che raccoglie i pomodori in fattoria in Australia ragazza che raccoglie i pomodori in fattoriaragazzi che lavorano in fattoria ragazze che si fanno una foto col fattore

Scappammo da quell’ostello infernale e ci dirigemmo sempre più verso Nord.

—- TOWNSVILLE — >

—- > CAIRNS: è una città che si affaccia direttamente sull’Oceano Pacifico, famosa per il suo clima tropicale e l’atmosfera rilassata, è meta per chi vuole vedere la barriera corallina e la foresta pluviale. piscina a Cairns

Finalmente una grande città, ero un pò stanca di tutti quei paesini sperduti. Finalmente un po’ di vita, ed è proprio lì che ho provato il “Crocodile Burger”

hamburger di coccodrillo
ragazza che mangia hamburger di coccodrillo e patatine in Australia

Consistenza insolita, carne un pò dura, difficile da mordere e dal sapore misto tra il pollo e il pesce. Cosa diversa invece il canguro che avevo provato al barbecue quando ero a Byron, carne saporita e succulenta.

La città ci piaceva, aveva la laguna e la spiaggia a pochi chilometri dal centro, tanti locali e bei ristoranti. Sem dopo pochi giorni trovò lavoro come pizzaiolo (non credo che l’avesse fatto prima di allora) in una cittadina a qualche chilometro da Cairns , a Palm Cove. Io e Valentina invece ci mettemmo alla ricerca di un’altra fattoria un pò più remunerativa. E il terzetto si divise.

Rispondemmo ad un annuncio interessante: cercavano due ragazze/i disposte a lavorare come woofing ad un paio d’ore di macchina da Cairns. Il “woofing” è una specie di lavoro alla pari, dove danno vitto e alloggio pagato in cambio di lavoro nelle fattorie, però tengono conto dei giorni lavorati per avere la possibilità di avere il secondo anno di visto WHV.

Beh direi che era perfetto! Non era un lavoro retribuito, ma dato che i soldi iniziavano a scarseggiare, era un modo per non spenderne altri e nel frattempo potevamo iniziare a racimolare i giorni per il secondo visto, ma soprattutto cosa non da poco: eravamo insieme, io e la mia amica. Non dovevamo dividerci, potevamo lavorare e vivere ancora sotto lo stesso tetto insieme.

Nick il fattore ci rispose, aveva a disposizione due posti letto in un’ampia stanza e ci disse che il nostro lavoro consisteva nel tenere in ordine e pulita la fattoria e all’occorrenza raccogliere pomodori e patate. Era fatta! Tutto stava andando per il verso giusto! Avevamo fatto un viaggio bellissimo, scoperto nuovi posti e adesso avevamo trovato “lavoro”.

Beh! tutto questo entusiasmo svanì una volta arrivate sul posto. Ve lo racconto con le immagini:

ragazzi che vivono in roulotte nella fattoria bagno sporco nella fattoria ragazze che dormono in stanza in fattoria

 

Non potevo rimanere lì, non ero andata in Australia per ridurmi a quelle condizioni, dormire in un box tutto sporco con la possibilità di farmi mordere da uno di quei serpenti e ragni velenosi che vivevano intorno a quella fattoria. L’ostello oramai era diventato un hotel di lusso a confronto. Non sarei rimasta una notte in più, neanche se mi avessero pagata. Ora capivo tutta quella disponibilità da parte di Nick.. ma chi avrebbe voluto starci lì dentro?!NO NO!

Ore 5.30: presi il bus per l’aeroporto. Il mio nuovo programma era: Torno a Byron!

Mi erano rimasti 4000 euro circa sul conto, non avrei potuto fare molto con quei pochi soldi in Australia, allora pensai:” Vado nel posto che mi è piaciuto di più in tutto questo viaggio, mi iscrivo in una scuola di inglese, finisco questi soldi e torno a casa. La mia esperienza australiana finisce qui.”

La mia amica Valentina, per sue ragioni preferì rimanere, e da allora non l’ho più rivista.

Quella fu la svolta, lì, su quel bus. Ero completamente sola, nel mezzo del nulla, ma senza paura, mi sentii forte. Ero libera da tutti e dovevo contare solo su di me. Che bella sensazione.

Di nuovo a Byron!Che posto fantastico, quei colori, quella gente cosi alternativa, quel cielo ricoperto di stelle ogni sera. Byron è magica.

Inviai diverse mail in diverse scuole di inglese per capire quale fosse la più economica, le cifre erano tutte più o meno simili: circa 1400 dollari al mese per un corso full time.. un pò tantino, ma dovevo ottimizzare il tempo lì a Byron. Ero quasi pronta ad iscrivermi quando… il mio telefono squillò. Era un amico del mio ex fidanzato, mi chiamava per dirmi che a casa sua a Sydney si era liberato un posto letto e che se avessi voluto mi avrebbe aiutato a trovare un lavoro proprio nello stesso posto dove lavorava lui. Ed ecco che un nuovo programma era in arrivo. L’esistenza mi stava dando l’opportunità di rimanere e di continuare la mia esperienza in Australia. Decisi di accettare, un’altra avventura stava per arrivare.

Quei giorni a Byron furono pura e vera vacanza, feci nuove amicizie e sempre più il mio inglese iniziava ad arricchirsi. Fu bello.

 

Arrivata a Sydney prenotai un ostello per 3 giorni, dopodiché mi sarei trasferita in quella che sarebbe stata la mia nuova casa.

Ostello fatiscente ahah in zona Kingscross, zona a luci rosse, ma cosa ne potevo sapere, ho prenotato semplicemente il posto più cheap. Va beh! erano solo 3 giorni, dopo quella “capanna” di Nick, sarei potuta resistere a tutto.

ragazza che scatta una foto nel centro di Sydney ragazza che scatta una foto della fontana nel centro diragazza che si scatta una foto con il teatro dell'opera sullo sfondo ragazza che scatta una foto dello skyline di Sydneyskyline di Sydney ragazza che guarda il tramonto dal ponte di Pyrmont a Sydneyragazza abbronzata in casa a Sydney

 

Finalmente potevo svuotare le valigie, finalmente un armadio, dei cassetti, una lavatrice, un’asciugatrice. Finalmente mi sentivo a casa.

Abitavo in zona Pyrmont, zona centralissima, appena subito dopo aver attraversato il Pyrmont bridge c’era il nostro building. Eravamo in 10 in casa, si fa un pò ridere, ma tenete presenti che io ero sola e non conoscevo la lingua, quindi mi avrebbe fatto solo bene una situazione cosi.  Pagavo 175 dollari australiani a settimana, e condividevo la stanza con altre 3 ragazze. Era un vero e proprio mix di nazionalità: Messico, Barbados, Italia, Germania, Francia, Russia. Che casino, ognuno con le sue abitudini. Era il mio nuovo inizio di tutto.

Sydney è una bella città, è piena di grattacieli e tutto si muove molto veloce, ma ha la spiaggia a due passi, e ciò la rende incantevole.

Beh la faccio breve, l’amico del mio ex, Claudio, mi aiutò veramente a trovare lavoro, ma non andò bene, il mio livello di inglese non era sufficiente. “Pazienza” mi dissi, “troverò qualcos’altro, qui sicuramente c’è più possibilità.”

Passarono circa 20 giorni, ero in giro a perlustrare la città quando per la stanchezza mi sedetti su dei scalini e vicino a me era seduto un signore sulla settantina, iniziò a parlarmi e gli dissi che stavo cercando lavoro ma che non avevo trovato ancora nulla. mi disse tali parole: “Ho un bar giusto qui all’angolo, se vuoi puoi iniziare domani”. Lui era George, greco, in Australia da 50 anni circa, una persona speciale.

Era un piccolo coffee shop, aperto 6 giorni a settimana, da lunedì al sabato, e lavorava tantissimo. La mia postazione era in cucina, aiutavo George nella sua routine giornaliera: lo aiutavo a tagliare la frutta, o a preparare gli hamburger, lavavo i piatti, spazzavo, cose così.. un lavoro umile, ma che mi regalava ben 800 dollari fissi a settimana. Che dire! Grazie George!. Oltretutto non avevo spese extra, perché mangiavo al bar. Il portafoglio pieno non lo vedevo da tanto tempo. Stava iniziando ad andare finalmente tutto nel verso giusto, avevo una casa, un lavoro, dei soldi e nuove amicizie. L’italia non mi mancava molto, se non i miei affetti..

Capodanno 2014.

ragazza a capodanno al caldo a Sydney

30 gradi, vestito estivo, abbronzata, seduta su un marciapiede di Pyrmont guardavo emozionata i fuochi d’artificio più belli del mondo, quelli del Harbour Bridge. Chissà che cosa mi avrebbe portato quell’anno, iniziato in modo cosi lontano dalla mia “normalita”. Nulla di buono adesso posso dire, varie sventure colpirono la mia famiglia, che dopo solo qualche settimana mi costrinsero anche a tornare in Italia per un po’ di tempo. Ma la mia vita era Sydney, ero decisa a ripartire.

Febbraio 2015

George mi aveva ripreso a lavorare nonostante la mia interruzione dal lavoro, tutto era quasi tornato alla normalità..se non che avevo deciso di cambiare casa, iniziavo a sentire il bisogno di un pò di privacy, dieci persone intorno in casa iniziavano ad essere un pò troppe, e poi sentivo il bisogno di un cambiamento. Cercai una stanza singola in zona Kirribilli, a parer mio, la zona più bella di Sydney, si trova esattamente dalla parte opposta del Harbour bridge rispetto al distretto finanziario, da lì si può godere di una vista sulla città mozzafiato. Infatti ero solita dopo il lavoro prendere una birra al volo e andare sul molo a godermi quello spettacolo. Ma non fu l’unico cambiamento, mi decisi finalmente ad iscrivermi in una scuola d’inglese, era vicino casa, era la AIPE (Australian Institute of Professional Education), giusto dietro casa, dopo il lavoro mi recavo direttamente a scuola.

Avevo trovato la mia dimensione, ma come al solito c’è sempre un ma.. ed anche in questo caso ci fu. Nonostante tutto potesse sembrare perfetto, per me non lo era, mi svegliavo la mattina e non mi sentivo felice, e cosi iniziarono i dubbi..che ci faccio qui?ho lasciato il mio fidanzato per poi sentirmi cosi?sono stata troppo egoista?Sentivo che la mia esperienza stava per terminare e cosi dopo tre mesi, a maggio comprai il biglietto per tornare a casa, ma non prima di aver fatto una mini vacanza dopo tutta questa avventura.

NEXT STOP: Abu Dhabi

 

Conclusione:

I nove mesi vissuti in Australia sono stati l’esperienza più forte ed entusiasmante della mia vita fino ad ora. Unica nel suo genere, mi ha reso più forte, più coraggiosa e mi ha fatto raggiungere la consapevolezza che noi possiamo fare ed essere tutto quello che vogliamo. Consiglio un’esperienza di questo genere a tutti almeno una volta nella vita.

 

 

 

 

 

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